Il passo indietro di Antonella Chiavacci: “Non mi ricandido per il bene del Pd”
Il sindaco di Montespertoli spiega la clamorosa decisione MONTESPERTOLI -
“RINUNCIO a ricandidarmi, tornerò al mio lavoro ’storico’, all’ufficio per l’impiego di Castelfiorentino”. Antonella Chiavacci, attuale sindaco di Montespertoli, al primo mandato, ha deciso di non partecipare alle primarie del Pd dalle quali dovrà uscire il nome del candidato sindaco alle amministrative di giugno. Rimangono a concorrere Giulio Mangani ed Alessandro Nencioni in area Pd (Nencioni, attuale vicesindaco, è ex Margherita), e Matteo Fiorentini (Rc). Non sono però esclusi ulteriori colpi di scena: si potrebbe arrivare a due soli (un Pd, un Rc) o addirittura ad un candidato designato d’area centrosinistra… Il fatto del giorno è tuttavia la rinuncia di Antonella Chiavacci. Si capisce bene che questo “passo indietro” le è costato dolore: il Pd ha voluto scremare la rosa dei candidati alle primarie per dare un segnale di unità, “ed io – spiega Chiavacci – questo passo indietro l’ho fatto. Rinuncio a candidarmi alle primarie perché metto al primo posto il partito, lo antepongo a idee e pensieri personali, visto anche il momento tutt’altro che piacevole… La mia è una risposta di responsabilità”. “Ritengo – specifica – che l’obiettivo che si è dato il partito sia giusto, e per questo confermo la mia disponibilità a rinunciare alle primarie. Per contribuire alla ricerca dell’unità”.
Momento “non piacevole”, il riferimento non velato è alla bufera giudiziaria sulla presunta “tangentopoli”: “Questa storia dell’edilizia non ha influito direttamente sulla mia decisione, del resto l’indagine non ha riguardato né riguarda la sfera politica del nostro Comune, però sento la responsabilità politica”. E adesso ? “Torno al mio lavoro, al centro per l’impiego di Castelfiorentino. Non vado a cercare posti in politica. Non mi piace. Riprendo volentieri la mia occupazione di sempre, la politica è servizio, l’ho intesa così in questi anni”. Ora c’è da portare in fondo il mandato: “Sì, ed avrò ancora stimoli in più. Devo anche fissare il consiglio comunale straordinario sull’indagine che coinvolge il Comune, sulla necessità del quale siamo rimasti tutti d’accordo”. Infine, una domanda scomoda: per l’inchiesta sulla presunta ‘tangentopoli’, ed oltre l’inchiesta, si è sentita isolata, non protetta dal partito? La risposta è “no”, col tono di chi sembra dire: passiamo alla prossima domanda.
Sullo sfondo della clamorosa decisione maturata da Chiavacci c’è difatti anche l’inchiesta-choc sulla presunta ‘tangentopoli’ tra i vigneti più famosi del mondo – soldi in cambio di licenze edilizie più rapide – che vede al momento sei indagati tra i quali due importanti tecnici del Comune.
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