Compila online il modulo di tesseramento per l'anno 2010! Clicca qui

"RIMBORSI DELLA DEPURAZIONE " da La Nazione del 15 novembre 2008

Ato dell’acqua «Aiutateci o sarà bancarotta»

di SANDRO BENNUCCI— FIRENZE — BOLLETTE ACQUA: i cittadini e alcune associazioni di consumatori stanno chiedendo alla Regione le modalità di rimborso dei soldi non dovuti per la depurazione, come stabilito dalla Corte Costituzionale. Quanto? L’assessore regionale Marco Betti mercoledì in aula ha parlato di 20 milioni di euro l’anno per tutta la Toscana. Ma la restituzione, a quanto pare, va moltiplicata per dieci, per venti o forse per una cifra superiore. L’attesa è forte a Firenze, dove oltre 200 mila abitanti (fra l’Oltrarno e Scandicci) aspettano ancora il depuratore e hanno diritto a riavere le somme pagate ingiustamente.Ma nello stesso momento lanciano l’allarme i rappresentanti dei 6 Ato e i gestori degli acquedotti. Un allarme portato ieri davanti alla commissione di indagine sul servizio idrico del consiglio regionale, presieduta da Erasmo D’Angelis. Gli Ato hanno chiesto ciambelle di salvataggio. Non solo perché vanno aggiunti 900 milioni di euro alla pianificazione, incredibilmente sottostimata nel 2001, per la manutenzione e il potenziamento del servizio. Ma la spada di Damocle è la sentenza della Corte. Alla quale si aggiunge la riduzione del credito dovuta alla crisi. «LE BANCHE non concedono più nulla», si lamenta il presidente dell’Ato 1 della Lucchesia, Carla Guidi. «Quando vedono i nostri piani con rientri molto dilazionati storcono il naso», si sfoga il direttore dell’Ato di Grosseto, Paolo Quaranta. «Dopo la sentenza della Corte non sappiamo più se la tariffa potrà sostenere gli investimenti obbligatori», insiste Antonio Marrucci presidente dell’Ato2 nel Pisano. Quindi l’invocazione collettiva: «Col primo giudice di pace che impone di risarcire gli utenti rischiamo la bancarotta. Se Governo, Parlamento e Regione non intervengono, la situazione diventerà paradossale: chi non inquina pagherà per tutti. Per esempio, i pisani pagheranno per i 170 mila fiorentini non allacciati». Osservazione del presidente D’Angelis: «E’ vero che la tariffa non copre gli investimenti, ma dal 2002 l’acqua in Toscana costa il 50% in più, ossia il 3% in più rispetto al resto d’Italia». MANCA una normativa nazionale. Ogni Ato e ogni gestore si organizzano. Da qui il problema delle bollette di Publiacqua, punto di partenza dell’indagine della commissione. Paolo Marcheschi (Forza Italia) parla di «tariffe senza controllo in un sistema allo sbando», mentre Marco Carraresi (Udc) chiede alla Regione «l’immediata applicazione della nuova tariffa a chi non ha la depurazione». E proprio ieri, Maurizio Dinelli (Forza Italia), ha presentato una proposta di legge per abolire i consorzi di bonifica, «facendo risparmiare 30 milioni di euro l’anno ai toscani».

Lascia una Risposta