La Corte Costituzionale: «Illegittimo». L’opposizione attacca
— MONTESPERTOLI —
«E IO PAGO…». Anche la depurazione che non c’è. Soldi che il tal caso, secondo una recentissima sentenza della Corte Costituzionale, andrebbero riportati nelle tasche dei cittadini. Insomma, per i Comuni è una patata così bollente che scotta parecchio. Anche a Montespertoli, dove l’opposizione è andata subito all’attacco con un ordine del giorno da discutere in consiglio comunale e indirizzato in primo luogo al sindaco Antonella Chiavacci.
Spiega Progetto Montespertoli, col capogruppo Carlo Pucci e con Fabio Martelli: «La tariffa della depurazione doveva essere pagata dai cittadini solo se il servizio fosse stato effettivamente funzionante. Per anni abbiamo fatto notare l’illegittimità, quanto meno politico-morale dell’applicazione della tariffa a Montespertoli dove, in pratica, non un metro cubo d’acqua viene e veniva depurata per il semplice motivo che l’unico depuratore costruito è franato dopo una settimana».
«Ci hanno sempre risposto che tutto era regolare — prosegue Progetto Montespertoli — Adesso con autorevole intervento della Corte Costituzionale la nostra tesi ha anche i crismi della legittimità giuridica oltre che politico-morale. Vediamo come risponderanno i nostri amministratori».
«A tal fine — interviene direttamente Martelli — ho presentato un ordine del giorno ed un’interrogazione».
L’ordine del giorno impegna il sindaco Chiavacci e la sua giunta «ad intervenire presso Acque Spa affinché interrompa immediatamente l’addebito in fattura della tariffa per la depurazione», e a chiedere, sempre ad Acque Spa, «il rimborso delle somme fino ad oggi pagate dai cittadini per la depurazione».
L’interrogazione invece chiede direttamente al sindaco di conoscere «il totale delle somme incassate fino ad oggi dagli enti gestori del servizio depurazione e l’importo totale previsto per l’anno 2008 per la tariffa di depurazione per le utenze di Montespertoli».
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