Stimato in 20 milioni il risparmio per tante famiglie toscane
di SANDRO BENNUCCI— FIRENZE —La Regione conferma: i cittadini non dovranno più pagare la voce «depurazione» inserita nelle bollette dell’acqua, se il servizio non esiste. Il caso, clamoroso, riguarda per esempio circa 200 mila cittadini di Firenze, tutto l’Oltrarno, dove il depuratore manca ancora. E il disagio si propaga agli abitanti di Scandicci. La comunicazione è stata fatta ieri, in Consiglio regionale, dall’assessore al servizio idrico, Marco Betti, rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri Udc Marco Carraresi, Giuseppe Del Carlo e Luca Titoni. Per le famiglie toscane il risparmio è stato calcolato in circa 20 milioni di euro l’anno. Soldi che, come ha ammesso lo stesso Betti, rappresenteranno una riduzione degli introiti dei gestori dell’acqua pari al 7% del fatturato anche se, parole dell’assessore, «la ricognizione di dettaglio» è ancora in corso. Domanda: e i rimborsi per le cifre sborsate indebitamente finora? Ancora Betti: «La sentenza non indica chiaramente quale sia il periodo di retroattività, posso dire tuttavia che gli uffici regionali stanno esaminando il problema e la sua soluzione».In fondo si tratta di un principio logico, stabilito dalla recente sentenza della Corte Costituzionale: non è giusto chiedere agli utenti un pagamento per servizi non resi. La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una parte della legge 36/1994, la cosiddetta legge Galli, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista d’impianti centralizzati di depurazione o se questi sono inattivi». Ecco, questa parte virgolettata è incostituzionale. I gestori dovranno rinunciare a incassare la quota, almeno fino a quando i depuratori non saranno in funzione.E ORA? E’ giusto che l’assessore Betti si preoccupi su come saranno reintegrati i 20 milioni di euro che mancheranno ai gestori. Di sicuro non potranno essere aggiunti alle bollette di quei cittadini che godono della depurazione. Ma sarebbe lodevole se l’assessore facesse in modo di sveltire gli accertamenti, almeno per quanto riguarda le competenze regionali, per far sì che cittadini singoli e famiglie possano riavere i soldi che gli sono stati chiesti in maniera non giustificata. Ma sull’intera materia delle bollette dell’acqua è polemica aperta. E non sarebbe male se il presidente, Claudio Martini, dedicasse all’aggrovigliato problema un’intera seduta della giunta. Per fare giustizia e dare certezze.
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