Ex direttore dell’azienda sanitaria in 2 anni ha ricevuto quattro condanne
di FRANCESCO NOCENTINI
FIRENZE. In tutto fanno 109mila euro, oltre 200milioni delle vecchie lire, che dovrebbero uscire dalle tasche di Claudio Mazzoni, ex direttore amministrativo dell’asl di Empoli. Un piccolo tesoro che il viceprocuratore Acheropita Mondera Oramges è riuscita a recuperare dopo aver ottenuto l’ennesima condanna per l’ex dirigente, la quarta in poco più di un anno. La prima sentenza risale al marzo 2007, altre due sono del maggio scorso e la più recente, per oltre 17mila euro, è di qualche giorno fa.
Anche in questo caso l’indagine era stata condotta dal pm Oranges, con l’ausilio della compagnia di Empoli della guardia di finanza, e ogni volta la corte dei conti ha accolto pienamente le tesi del viceprocuratore generale. Nell’ultimo processo, le cui motivazioni sono state rese nei giorni scorsi, il rappresentante della pubblica accusa contestava un presunto danno erariale per «l’illegittima autorizzazione al pagamento» di due fatture emesse dalla EscoSolar (società partecipata dalla stessa Asl con quote di minoranza) per «le spese di finanziamento al convegno di presentazione delle torri solari e la partecipazione alla fiera delle energie rinnovabili di Bonn». La storia degli impianti della EscoSolar, le famose torri solari che, tra Casa Gazzarri e l’attuale ospedale, erano state progettate per fornire energia pulita e a basso costo per l’illuminazione e la climatizzazione dell’ospedale, era stata ripercorsa, in tutte le sue arringhe, dal pm Oranges: «Tale impianto – aveva ricordato il magistrato fiorentino – era stato definito “rivoluzionario” ma non è mai entrato in funzione ed i macchinari installati e mai utilizzati non potranno mai più funzionare». «Il danno all’erario – si legge nella sentenza – è costituito da una spesa non solo illegittima, in quanto adottata senza aver rispettato la normativa contabile in tema di procedura di spesa, ma anche ingiustificata ed inutile, poiché frutto di una scelta antieconomica ed irrazionale». Secondo la corte, presieduta da Giancarlo Guasparri, Mazzoni ha utilizzato il denaro pubblico «per finanziare non due eventi istituzionali, ma due eventi strettamente connessi all’attività di un’impresa di terzi». In pratica, sottolineano i giudici, la condotta dell’ex dirigente è «caratterizzata dalla violazione consapevole e disinvolta delle più elementari norme in materia di contabilità». Ma nella sentenza si dice di più: la corte ha respinto la richiesta di Mazzoni che proponeva la cancellazione, nell’atto di citazione, di alcune espressioni a suo dire offensive perché riferite a tutta la sua attività nell’Asl empolese. Il pm aveva scritto che la gestione di Claudio Mazzoni «si è rivelata tutt’altro che accorta e rispettosa delle norme ma è stata foriera di numerosi danni erariali». Nelle motivazioni della sentenza, invece, si sottolinea che «la frase in questione è parte integrante delle argomentazioni esposte dal requirente nell’atto di citazione» e «pertanto non risulta offensiva, considerato il contesto da cui è stata estrapolata, poiché si tratta di espressioni utilizzate dalla procura nello svolgimento delle sue funzioni istituzionali».
Ecco una notizia che fa luce su come sono stati gestiti i soldi pubblici della Asl 11 Empolese-Valdelsa.
Vergognoso!! Ecco come è ben amministrata la nostra bella e “CARA” Toscana. Il marciume ed il vario parassitume oramai è ad un livello incontenibile. Tanto a pagare siamo noi, solo e sempre noi…..