Il capo dell´ufficio del territorio è accusato con altri due membri della commissione edilizia, di cui faceva parte, di aver autorizzato permessi illegittimi
Pochi mesi fa era finito agli arresti per corruzione e abuso d´ufficio il suo predecessore.
Si allarga ancora l´inchiesta sull´urbanistica di Montespertoli. E se il 29 settembre era finito agli arresti per corruzione e abuso d´ufficio l´ex responsabile dell´ufficio assetto del territorio, architetto Marco Calonaci, ora è indagato per abuso d´ufficio anche il suo successore, architetto Antonino Gandolfo, e con lui altri due professionisti, già membri tecnici della commissione edilizia. Secondo i pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio, Gandolfo e i suoi due colleghi hanno favorito il rilascio di decine di permessi di costruire illegittimi, per i quali, come componenti della commissione edilizia, hanno espresso parere di conformità urbanistica. Montespertoli non ha ancora un piano strutturale: per questo motivo, in base alla legge regionale, dal 14 aprile 2007 nel suo territorio non sono consentiti interventi di trasformazione urbanistica e edilizia. In particolare è escluso il riutilizzo a fini abitativi di edifici agricoli, per i quali sono permessi solo il restauro e il risanamento conservativo. Nonostante ciò, a Montespertoli si è costruito e trasformato di tutto. Ora, al termine della ricognizione disposta dal sindaco Giulio Mangani (Pd), è lo stesso architetto Gandolfo che in una serie di casi autorizza il completamento dei lavori, pur ammettendo «l´indubbia sussistenza di un vizio di legittimità dei permessi» che hanno autorizzato – per esempio – la demolizione di fienili e la loro trasformazione in abitazioni.
Il Comune di Montespertoli e l´architetto Gandolfo riconoscono che in seguito al rilascio di numerosi permessi viziati «la mole, la diffusività e la ripetitività degli interventi abusivi complessivamente considerati appare tale da sconvolgere l´assetto delle zone agricole». Riconoscono anche, tuttavia, la buona fede di gran parte dei proprietari, e perciò hanno deciso di consentire la ripresa dei lavori per 29 dei 66 cantieri controllati, in alcuni casi ordinando parziali demolizioni o il pagamento di sanzioni. Soltanto per 12 interventi il Comune prevede la demolizione totale.
Fonte: La Repubblica, cronaca regionale, del 10/01/2010”
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