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Altri 67 al vaglio della procura perché in contrasto con la norma salva-colline
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MONTESPERTOLI. Oltre cento cantieri nel mirino della procura. Per l’esattezza 109. E quarantadue sono stati sequestrati ieri mattina dai carabinieri di Montespertoli con la collaborazione della compagnia di Scandicci e della polizia municipale. Numeri da brividi: le fettucce bianche e rosse sono state disseminate su tutto il territorio. Dal capoluogo dove sono stati messi i sigilli a una ristrutturazione vicino al parco di Sonnino. Fino a molte frazioni, da Montagnana a Ortimino. Il sequestro è stato disposto dalla procura in seguito agli sviluppi dell’indagine nell’ambito dei presunti illeciti nel rilascio delle concessioni edilizie.
Nel mirino dei sostituti Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione che stanno portando avanti l’indagine, i cantieri che riguardano il recupero di case coloniche e annessi agricoli che sono stati trasformati (o dove i lavori sono in corso) in abitazioni cambiando la loro destinazione d’uso.
L’ipotesi di reato per questo nuovo filone di indagine per cui sono stati decisi i 42 sequestri preventivi è l’esecuzione di lavori in difformità o assenza di permesso. Le autorizzazione sarebbero illegittime e quindi le opere abusive.
Secondo la procura in particolare l’architetto Marco Calonaci, 48 anni, di Poggibonsi, responsabile del settore assetto del territorio per l’ufficio tecnico di Montespertoli, già indagato per falso, corruzione, concussione e associazione a delinquere, avrebbe rilasciato concessioni e permessi violando la legge regionale 1 del 2005. Una normativa individuata per la tutela del patrimonio collinare (insieme al Piano di indirizzo territoriale).
Con la legge in questione, infatti, i Comuni senza piano strutturale e con prevalente territorio agricolo, caratteristiche proprie di Montespertoli che ha solo un piano regolatore approvato nel 2002, non dovevano più autorizzare interventi per trasformare edifici agricoli in appartamenti a partire dal 14 aprile 2007. Sempre secondo la normativa regionale si potevano autorizzare solo opere di restauro e risanamento conservativo. Ma non era più consentito il cambiamento di destinazione d’uso, né il frazionamento delle unità immobiliari. O anche lo spostamento di volumetrie.
Invece a Montespertoli le concessioni sarebbero state rilasciate anche dopo la data spartiacque fissata dalla Regione.
Secondo quanto appurato dagli investigatori, proprio di recente ci sarebbe stato un litigio tra Calonaci e l’attuale dirigente del settore assetto del territorio (che ha preso il posto dell’architetto dopo l’indagine). L’ex responsabile, a quanto ricostruito, avrebbe detto di aver agito in base a un accordo verbale che sarebbe stato siglato tra la Regione e il Comune di Montespertoli. Mentre invece l’attuale dirigente il 17 febbraio scorso ha sospeso, in autotutela temendo irregolarità, tutti i permessi rilasciati dopo il 14 aprile 2007 che autorizzano il riutilizzo abitativo di edifici non più usati per scopi agricoli con interventi che vanno oltre il restauro e il risanamento. E la procura ha deciso il sequestro in via d’urgenza in relazione proprio anche alla procedura di sospensione del Comune. In modo da evitare che i committenti accelerassero il completamento delle abitazioni.
Il nuovo filone di indagine sarebbe separato rispetto agli illeciti relativi alle concessioni edilizie. Il numero degli indagati, al momento, è rimasto lo stesso. Non figuramo altri nomi anche se ci potrebbero essere novità a breve, una volta che saranno analizzate le carte degli altri cantieri al vaglio.
Lucia Aterini |
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Al lavoro una decina di pattuglie di carabinieri e polizia municipale
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Sigilli anche a un residence
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Motocicli e auto sono rimasti bloccati in un garage
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MONTESPERTOLI. Una lunga scia di sequestri che ha interessato tutto il territorio. Dalla mattina presto in poi una decina di pattuglie tra quelle dei carabinieri di Montespertoli, della compagnia di Scandicci e della polizia municipale hanno lavorato per mettere a punto i 42 sequestri preventivi.
I carabinieri e i vigili si sono presentati anche a Montalbino, in via San Lorenzo, a Moriano esattamente, dove l’anno scorso era stato rilasciato un permesso per la realizzazione di una residenza turistico alberghiera.
Mentre invece vicino a Lucardo in un garage messo sotto sequestro, e che doveva essere trasformato in abitazione, sono stati “chiusi dentro” anche motocicli e automobili dei proprietari.
I sigilli sono stati messi a cantieri proprio nel capoluogo come in via Montelupo, vicino al magazzino comunale e al cimitero. Così come vicino al parco di Sonnino.
I carabinieri si sono presentati in aperta campagna. Tra le località interessate Ghisone, vicino a Lucardo, e Montagnana, sul versante che guarda la parte fiorentina, che di recente ha visto un forte sviluppo urbanistico.
Sequestri anche a Lucignano, a Castiglioni, in via Montebetti, in via Sodole, in via Poneta a Tresanti, in via Romita a Poggio Ubertini, a Poppiano, in via Michelini, in via Poggiarello.
A Martignana in via Orme, a Ortimino in via Volterrana, in via Lungagnana, in via Ariano.
E la lista continuerebbe ancora per quello che riguarda ieri mattina.
E potrebbe essere ampliata nei prossimi giorni quando terminerà il controllo dei carabinieri e della procura sugli altri settanta cantieri, tutti con permessi o concessioni rilasciate dopo l’aprile 2007.
Michela Ragionieri |
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Il paese finisce nella bufera ma il sindaco Chiavacci tace
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MONTESPERTOLI. Il giorno dei 42 sequestri il sindaco Antonella Chiavacci tace. Non è stato possibile contattarla per telefono nel pomeriggio. E nemmeno ci sono state prese di posizione ufficiali da parte dell’amministrazione comunale che ieri mattina è stata colta di sorpresa dal nuovo sviluppo dell’indagine portata avanti dalla procura fiorentina. Nessun tecnico negli uffici era al corrente dell’operazione in corso. Solo i vigili urbani hanno collaborato con i carabinieri della stazione e della compagnia di Scandicci. E un’altra volta i montespertolesi si sono svegliati con il paese pieno di pattuglie che a fine mattinata hanno terminato le pratiche dei sequestri.
Anche l’altra volta, il 12 gennaio scorso, l’amministrazione comunale venne colta di sorpresa dall’attività dei carabinieri. Ma subito dopo ci fu una netta reazione.
I due dipendenti comunali indagati, Marco Calonaci e Marco Simoncini, vennero sospesi come sospese furono anche le primarie di coalizione per tre giorni. Congelato anche il confronto con i quattro candidati per la corsa verso le amministrative.
Stessa sorte ebbero i confronti sul bilancio. Dibattiti che poi, una volta riprogrammati, dettero luogo a numerose critiche tra il pubblico presente.
Il timore che spinse la federazione del Pd a congelare le primarie fu quello di mescolare i due piani: quello dell’inchiesta e quello del confronto politico.
Mentre per la sospensione dei due indagati il sindaco Antonella Chiavacci spiegò che si trattava di «un provvedimento in via cautelativa – disse il sindaco Antonella Chiavacci – che va nell’interesse di entrambe le parti ed è teso a tutelare l’immagine e l’operato dell’amministrazione e degli uffici comunali in attesa di informazioni ufficiali da parte degli organi inquirenti».
Rispetto al nuovo filone d’indagine emerso con i sequestri di ieri mattina «ancora dobbiamo valutare la situazione – ha spiegato l’avvocato Vincenzo De Franco del foro di Firenze che difende Marco Calonaci – viene contestata l’interpretazione di una legge e non fatti specifici. Bisogna vedere se Calonaci deve rispondere direttamente o meno». «Sto valutando – spiega ancora l’avvocato De Franco – se fare un riesame».
Rispetto alla sospensione di dipendenti pubblici, stesso provvedimento scaturì a metà gennaio anche a Castelfiorentino.
L’ingegner Giubbolini non aspettò che qualcuno gli chiedesse qualcosa. O che il sindaco valutasse la sua sospensione. Giuliano Giubbolini, dirigente a contratto dell’ufficio assetto del territorio di Castelfiorentino e indagato nell’inchiesta di Montespertoli, presentò subite le dimissioni dall’incarico e il sindaco Laura Cantini le accettò. «Ringrazio l’ingegnere per il rigore che ha tenuto – spiegò il sindaco che aveva precisato anche di non aver avuto esposti nella sua amministrazione, né di aver avuto accertamenti da parte dei carabinieri – e per il lavoro che ha svolto. Non ho dovuto chiedergli le dimissioni. Sulla sua professionalità e sulla sua figura penso che nessuno possa avere dubbi». |
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Il lavoro degli inquirenti le è costato la ricandidatura
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MONTESPERTOLI. L’indagine della procura di Firenze è costata la candidatura a sindaco ad Antonella Chiavacci per le prossime elezioni amministrative in programma a primavera.
Il sindaco, che è al primo mandato, era in corsa per il secondo. Nella competizione per le primarie ha pesato questa inchiesta in corso e, alla fine, Chiavacci si è ritirata lasciando il posto agli altri tre pretendenti, Giulio Mangani (che poi ha vinto), Alessandro Nencioni (vicesindaco) e Matteo Fiorentini (assessore).
Un gesto quello di Antonella Chiavacci che è stato apprezzato molto anche all’interno dello stesso Pd. |
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Sono sei gli indagati tra dipendenti e tecnici
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MONTESPERTOLI. I carabinieri si presentarono in Comune il 12 gennaio scorso. Perquisirono e portarono via decine di fascicoli dagli uffici urbanistica e lavori pubblici del Comune.
Il tutto per un’inchiesta della procura su presunti illeciti relativi a concessioni edilizie rilasciate per la costruzione e la ristrutturazione di abitazioni. Non appalti pubblici, dunque, ma pratiche di edilizia privata. Gli indagati sono sei, due dipendenti del Comune, tre liberi professionisti e un addetto dell’ex Catasto.
Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono corruzione, concussione, falso e associazione a delinquere. Come dipendenti del Comune gli indagati sono il dirigente dell’ufficio urbanistica Marco Calonaci, di Poggibonsi e Marco Simoncini, di Montespertoli, geometra part-time dell’ufficio lavori pubblici.
Come liberi professionisti sono indagati Marco Bellucci, 31 anni, di Montespertoli, architetto, il geometra Massimo Maccari, 41 anni, di Lucardo e l’ingegner Giuliano Giubbolini, di Castelfiorentino, con un incarico come dirigente a contratto dell’assetto del territorio al Comune di Castelfiorentino.
E’ stato ndagato anche un dipendente dell’ex Catasto, Luciano Bogani di Firenze.
L’indagine è partita da tempo e in particolare anche dopo il sequestro di un cantiere, quasi un anno fa, a Montalbino dove vennero trovati lavoratori irregolari.
Secondo gli inquirenti sarebbero stati agevolati imprenditori e progettisti nel rilascio di concessioni edilizie. Questo sarebbe avvenuto in cambio di denaro e vantaggi. E, in merito a questo, da parte degli investigatori sono stati fatti controlli anche su ville e altri possedimenti delle persone indagate. Sempre secondo quanto ricostruito, sarebbero poi stati alterati documenti catastali per aumentare le volumetrie. |
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