Carabinieri e polizia municipale al lavoro per bloccare i lavori in varie zone del territorio comunale
02/03/2009 – 11:38
Oltre quaranta cantieri edili per la ristrutturazione e il recupero di casa coloniche, annessi agricoli ed edifici di campagna sono in fase di sequestro nel territorio comunale di Montespertoli da parte dei carabinieri che stanno operando in collaborazione con la polizia municipale.
Il sequestro dei cantieri è in corso su disposizione della procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta per corruzione per presunti illeciti nel rilascio di concessioni edilizie, che avrebbe avuto nuovi sviluppi.
I carabinieri e i vigili urbani stanno operando nella varie frazioni, San Quirico, Ortimino ma anche nella zona del capoluogo.
Nell’inchiesta, sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati per i reati di associazione a delinquere, falso, corruzione e concussione: sono il dirigente dell’ufficio tecnico comunale, un dipendente dello stesso ufficio, tre liberi professionisti (un ingegnere, un geometra e un architetto) e un impiegato del catasto.
Altre circostanze sotto indagine riguardano le difficoltà lamentate da alcuni cittadini nell’ottenimento di concessioni edilizie da parte del Comune diversamente da pochi altri che, seguendo l’ipotesi di corruzione, avrebbero ottenuto una specie di via preferenziale pagando denaro per velocizzare l’approvazione di pratiche edilizie.
Recentemente, lo scorso 19 febbraio, il comune di Montespertoli aveva preso un provvedimento di autotutela dopo alcune verifiche delle varie documentazioni portate avanti in questi giorni dal nuovo Responsabile del Settore Assetto del Territorio del Comune.
Il dirigente, che ha preso il posto dell’architetto Marco Calonaci alla guida dell’ufficio, ha avviato la procedura per sospendere i lavori legati ai permessi a costruire rilasciati dopo il 14 aprile 2007. Da quella data in poi dunque tutti i permessi rilasciati dall’Ufficio Tecnico e aventi come oggetto il ‘riutilizzo abitativo in area agricola di edifici non più utilizzati a fini agricoli che superano il restauro e il risanamento conservativo’ sono da ritenere in contrasto con l’articolo 44 della legge regionale 1/2005.
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