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Indagini a Montespertoli/2 articoli da La Nazione del 13 gennaio 2009

Blitz dei carabinieri in Municipio 

 

Sequestrati gli atti relativi ad alcune concessioni edilizie, indagati due tecnici

 

CORRUZIONE, falso, concussione, associazione a delinquere: è una vera e propria grandinata di tegole quella abbattutasi ieri mattina sul Comune di Montespertoli e di riflesso su tutto il centro chiantigiano. I carabinieri sono entrati in Municipio per acquisire materiale cartaceo ed informatico soprattutto, sembra, per ciò che riguarda concessioni edilizie a privati. Non sarebbero nel mirino appalti pubblici, ma lo stordimento per la grandinata è totale. Sono sei gli indagati, tra cui due dipendenti del Comune.

Attorno alle 13 il sindaco Antonella Chiavacci è nel suo ufficio; l’inchiesta non ha affatto toccato la sfera politica e difatti il primo cittadino spiega: «Ancora non sappiamo nulla di preciso». Stesso discorso dal vicesindaco Alessandro Nencioni, mezz’ora dopo: «Sono stato appena avvertito delle perquisizioni, non so cosa stia accadendo».

Di certo, c’è che i carabinieri hanno visitato l’ufficio urbanistica. Per ciò che riguarda i lavori pubblici, il responsabile di quest’ultimo ufficio, geometra Antonio Salvadori, seduto regolarmente alla sua scrivania poco prima delle 14, afferma: «Ho visto stamani i carabinieri affacciarsi all’ufficio, mi hanno chiesto il mio ruolo ma da qui non hanno portato via nulla. Io ho potuto proseguire nel mio lavoro. Sono al Comune di Montespertoli da agosto, da pochi mesi, non posso neppure essere a conoscenza delle situazioni».

La piazzetta sulla cima del colle di Montespertoli è piena di auto dei carabinieri. Attorno alle 14,30 il responsabile dell’urbanistica, architetto Marco Calonaci, tra gli indagati, entra in caserma assieme a militari dell’Arma. Non è stato possibile parlare direttamente con Calonaci, ma si è appreso che ieri pomeriggio avrebbe chiarito dal proprio punto di vista gli aspetti di questa delicata vicenda, della quale ancora non sono noti molti contorni.

Più tardi, alle 15,30, la porta del Municipio era rigorosamente chiusa. Però deve esserci stata una riunione d’urgenza e d’emergenza col sindaco Chiavacci, perché poi verso le 16,30 il Comune prende una posizione ufficiale: «Massima fiducia e collaborazione con le forze dell’ordine», in merito alle perquisizioni effettuate dai carabinieri di Scandicci negli uffici comunali. «L’amministrazione — spiega la nota — sottolinea la massima fiducia nei confronti dell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine».

«L’auspicio — prosegue — è che si arrivi in tempi brevi a fare chiarezza, e che eventuali irregolarità vengano punite col massimo rigore, com’è giusto che sia. L’amministrazione comunale da par suo mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per una fattiva collaborazione con le forze dell’ordine». Collaborazione effettivamente messa in atto già dalla mattina e nel primo pomeriggio, perché l’architetto Calonaci ha dato la massima disponibilità a fornire spiegazioni e tutti i chiarimenti sul caso.

Vediamo di riassumerlo, questo caso, per come è emerso sino a ieri sera. Concessioni edilizie e sanatorie a privati, in cambio di denaro: è questa l’accusa avanzata dalla Procura di Firenze nei confronti, in tutto, di sei persone, tra professionisti e appunto dipendenti del Comune di Montespertoli. Le ipotesi di reato vanno dal falso alla concussione, alla corruzione sino all’associazione a delinquere. L’inchiesta, scattata a seguito della denuncia di un concusso, è condotta dai carabinieri e coordinata dai Pm fiorentini Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio.

Il dirigente dell’ufficio urbanistica ed un altro dipendente avrebbero agevolato alcuni imprenditori e progettisti nel rilascio di concessioni edilizie in cambio di denaro. Indagati anche un dipendente dell’ufficio del catasto, un ingegnere, un geometra ed un architetto professionisti. 

 

 

 

LE REAZIONI IL CENTROSINISTRA 

 

Per la giunta un fulmine a ciel

sereno «Fiducia totale nella

magistratura»

 

«NON SONO stata informata né ufficialmente né ufficiosamente di quanto sta accadendo nel nostro Comune: gli inquirenti non hanno contattato nessun membro della giunta. Al momento, quindi, non saprei dire di preciso quali siano i fatti contestati ai dipendenti del Comune. Vedremo: abbiamo totale fiducia nell’operato della magistratura, in questo caso della Procura della Repubblica di Firenze. Se poi dovessero emergere illeciti, è bene che siano perseguiti». In questa maniera, ieri pomeriggio, a poche ore di distanza dal primo filtrare di notizie sull’inchiesta della Procura, si è espresso il sindaco di Montespertoli, Antonella Chiavacci.

Già nella tarda mattinata, verso le 11,30, Chiavacci avvertita dell’arrivo dei carabinieri in Municipio aveva detto: «Non conosco la situazione, mi informerò». La posizione di «non sapere» non era sostanzialmente cambiata nel pomeriggio. Neppure il vicesindaco con delega ai lavori pubblici, Alessandro Nencioni (nella foto), sapeva sempre nel pomeriggio dell’arrivo dei militari dell’Arma in Comune: «Mi hanno appena avvertito, non so cosa sia stato contestato ai nostri dipendenti».

Più tardi, sono intervenuti ufficialmente la stessa Chiavacci, Giulio Mangani, e ancora Nencioni del Pd, e Matteo Fiorentini, di Uniti a Sinistra, nel loro ruolo di candidati alle primarie di coalizione per il sindaco: «E’ una notizia che ci riempie di amarezza. Siamo comunque fiduciosi e attendiamo gli sviluppi dell’inchiesta e del lavoro dei magistrati. Qualora emergano responsabilità precise, chi le ha commesse dovrà risponderne fino in fondo nelle sedi appropriate. Al tempo stesso ribadiamo la piena fiducia nella magistratura auspicando che l’inchiesta, nel più breve tempo possibile, conduca a fare piena luce su tutta la vicenda». 

 

 

LE REAZIONI IL CENTRODESTRA 

«Sottratto al controllo del consiglio

tutto ciò che riguarda l’urbanistica»

 

«ABBIAMO spesso criticato la maggioranza perché a nostro avviso ha sottratto dal controllo del consiglio comunale tutto ciò che riguarda l’urbanistica. Ancora non sappiamo, per ciò che riguarda questa inchiesta, come stiano esattamente le cose. Ma a nostro avviso il parere del consiglio ad esempio sui piani di recupero rimaneva necessario»: primo commento a caldo da parte dell’opposizione, gruppo consiliare Progetto Montespertoli, con Fabio Martelli (nella foto). Che non si ferma qui: mostra un’eloquente interpellanza sui piani di recupero edilizi inoltrata al sindaco Antonella Chiavacci il 23 maggio 2008. Vi si afferma che, nella passata legislatura, il consiglio comunale «ha esaminato, discusso ed approvato decine e decine di piani di recupero».

«La legge — prosegue il documento firmato da Martelli — attribuisce al consiglio e ai singoli consiglieri funzioni di controllo che ovviamente non possono essere espletate in mancanza degli atti necessari», laddove «sono continuati ininterrottamente lavori di edilizia riconducibili al recupero di fabbricati ed aree fatiscenti con spostamento e nuova ubicazione di volumetrie». Al sindaco era stato chiesto «in forza di quale legge o in base a quali norme tecniche di attuazione del Prg si è operato in modo diverso rispetto al passato; chi ha stabilito, e con quali atti, procedure diverse per i piani di recupero», infine «perché il consiglio sia stato espropriato di questo diritto». Questa interpellanza, dice Martelli, «è più che mai attuale».

Più in generale, Martelli spiega che «la comunità di Montespertoli presa nel suo insieme non meritava certo questa situazione». «Adesso — conclude Martelli — seguiremo da vicino l’evolversi di questa vicenda». 

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