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Niente tariffa depurazione dove non ci sono depuratori

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A noi è sempre sembrata una cosa ovvia: secondo noi la tariffa depurazione doveva essere fatta pagare ai cittadini solo se ci fosse stato un servizio di depurazione effettivamente funzionante.

Per anni abbiamo fatto notare l’illegittimità, quanto meno politico-morale, dell’applicazione della tariffa a Montespertoli dove, in pratica, l’acqua non viene e non veniva depurata per il semplice motivo che l’unico depuratore costruito è franato dopo una settimana.
Ci hanno sempre risposto che tutto era regolare.
Adesso con autorevole intervento della Corte costituzionale, (Qui il testo integrale della sentenza), la nostra tesi ha anche i crismi della legittimità giuridica oltre che politico-morale.
Vediamo come rispondono i nostri Amministratori.
Il Consigliere Fabio Martelli, a tal fine, ha presentato un O.d.g. e una interrogazione che di seguito si riportano e che sono estremamente importanti e interessanti.
Carlo Pucci
Gruppo consiliare Progetto Montespertoli

L’Ordine Del Giorno

Il Consiglio Comunale di Montespertoli:
Premesso che:

La Corte Costituzionale con sentenza n° 335 del 08/10/2008 ha stabilito che:

omissis

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

1 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”;

2 dichiara, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.

Cosí deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l’8 ottobre 2008.

F.to:
Giovanni Maria FLICK, Presidente
Franco GALLO, Redattore
Gabriella MELATTI, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 10 ottobre 2008.

Considerato che:

il nostro Comune è quasi totalmente sprovvisto di impianti di depurazione e la sentenza in oggetto dichiara l’illegittimità della tariffa anche per gli impianti temporaneamente inattivi;

Tenuto conto che:

più volte in Consiglio Comunale erano emerse perplessità e dubbi sul dover pagare un servizio che di fatto non veniva effettuato;

Per quanto ciò premesso e considerato:

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1. Ad intervenire presso l’ente gestore Acque Spa affinché interrompa immediatamente l’addebito in fattura della tariffa per la depurazione.

2. A chiedere all’ente gestore Acque Spa il rimborso delle somme fino ad oggi pagate dai cittadini per la depurazione.
Fabio Martelli

Ecco l’interrogazione

Al Sindaco
Comune di Montespertoli

Interrogazione
Montespertoli, 28 ottobre 2008

OGGETTO: Importi pagati dai cittadini di Montespertoli per la depurazione.

Il sottoscritto Fabio Martelli in qualità di Consigliere Comunale del gruppo Progetto Montespertoli:

Premesso che:

La Corte Costituzionale con sentenza n° 335 del 08/10/2008 ha stabilito che:
…omissis…

P.Q.M.

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

1 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi»;
2 dichiara, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».

Cosí deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l’8 ottobre 2008.

F.to:
Giovanni Maria FLICK, Presidente
Franco GALLO, Redattore
Gabriella MELATTI, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 10 ottobre 2008.
Il Cancelliere F.to: MELATTI

Considerato che:

il nostro Comune è quasi totalmente sprovvisto di impianti di depurazione;

la sentenza in oggetto dichiara l’illegittimità della tariffa anche per gli impianti temporaneamente inattivi;

Tenuto conto che:

più volte in Consiglio Comunale erano emerse perplessità e dubbi sul dover pagare un servizio che di fatto non veniva effettuato;

chiedo alla SV:

1 Il totale delle somme incassate fino ad oggi dagli enti gestori del servizio depurazione e l’importo totale previsto per l’anno 2008 per la tariffa di depurazione per le utenze di Montespertoli;

2 L’ammontare delle somme incassate da Acque Spa per l’anno 2007 per la tariffa di depurazione per le utenze di Montespertoli.

Le chiedo di portare la presente interrogazione all’O.d.G. del prossimo Consiglio Comunale.

Fabio Martelli

4 risposte a “Niente tariffa depurazione dove non ci sono depuratori”

  1. Fabio Martelli

    Grazie Carlo, io farei anche un manifesto per l’affissione.

  2. Andrea Migliorini

    Ottimo lavoro ragazzi. Bisogna coinvolgere anche la stampa cercando anche di quantificare le cifre visto e considerato che i soldi non dovrebbero essere pochi. Dopo lo spreco del depuratore, prima costruito e subito franato, questo denaro dov’è finito?
    Mi immagino già la risposta: tutto è stato fatto secondo le vigenti leggi. Le leggi saranno state rispettate ma il buon senso e il rispetto che si deve avere del comune cittadino dove sono andate a finire? A questa domanda addendo risposte.
    Andrea Migliorini.

  3. jacopone

    E pensare che i nostri solerti quanto inefficenti amministratori hanno minacciato di multe tutti quei cittadini che, essendo lontani dal sistema fognario e quindi dovendo scaricare i reflui in maniera autonoma, non si fossero dotati di efficienti depuratori entro termini assulutamente vessatori.
    Il tutto doveva essere corredato da fior di documentazioni tecniche e concessioni edilizie (!)
    In caso di inosservanza delle disposizioni, mi par di ricordare che fosse prevista una multa di €400,00
    Alcuni hanno speso varie migliaia di Euro ed hanno realizzato i depuratori.
    Altri, più furbi o meno attenti all’ambiente, hanno continuato a scaricare come prima, e di multe, mi pare, non ne sono arrivate.
    Questo è il paese di Pinocchio: se ti hanno messo in carcere e sei innocente, devi restare in carcere, anche quando c’é l’amnistia, perchè quella è solo per i furbi.
    A proposito: dove finiscono i reflui, assolutamente non depurati, prodotti dagli abitanti del centro storico e dei quali dovrebbe occuparsi il Comune?
    Le vecchie abitazioni hanno le regolari fosse settiche?
    Dove smaltisce i liquami il nostro comune, così attento all’ambiente, tanto da imporre una inutile e vessatoria raccolta differenziata porta a porta, così apprezzata anche dai turisti di passaggio, che errano coi loro sacchetti in mano?
    Per scaricarsi la coscienza, per quanto riguarda le acque reflue, hanno escogitato il demenziale progetto del “tubone”, assurdo ed entiecologico, perchè sottrae la possibilità di riutilizzare sul posto le risorse idriche depurate, a tutto vantaggio dei gestori di un lontano depuratore.
    Incoscienza, incapacità o interesse?
    O tutti e tre?

  4. Carlo Pucci

    Grazie del suo intervento sig. Jacopone. Fabio e Andrea, concordo in pieno, penso che il prossimo manifesto riguarderà questo tema adesso lo buttiamo giù.
    Sul depuratore del Turbone facemmo una interpellanza che sotto riporto. Anche se un po’ lunga merita leggerla. Comunque sul tema del depuratore franato del Turbone non abbiamo ancora ricevuto risposte esaurienti da parte’amministrazione, nè da parte della Corte dei Conti dove tutto il corposo materiale fu inviato.L’interpellanza porta la mia firma; in realtà il lavoro di ricerca di tutti i documenti e la stesura del testo furono fatti dalle brave Oliva Francesca, allora nostra consigliera, e Laura Bartaletti, nostra valente collaboratrice.

    Al Sig. Sindaco
    Comune di Montespertoli
    SEDE
    Montespertoli 15 settembre 2005

    Oggetto: interpellanza sul crollo e sulla mai entrata in funzione del depuratore di Via Schiavone (Turbone).

    Egr. Sig. Sindaco,

    il Gruppo consiliare di Progetto Montespertoli, qui rappresentato dal suo Capogruppo Carlo Pucci, la interpella su quanto segue.
    Iniziamo facendo un breve storia del depuratore di Via Schiavone in merito al quale dobbiamo osservare le seguenti vicende.
    La realizzazione del depuratore di Via Schiavone fu assegnata alla società Spell Italia S.r.l. con sede in Firenze rappresentata dal sig. Paolo Cavallucci in qualità di amministratore unico.
    In data 11 giugno 1997 la società Spell Italia S.r.l. subappaltò i lavori di costruzione dello stesso alla ditta Venticinque Pietro con sede in Poggibonsi la quale riconobbe, come si evince da contratto di subappalto, alla Spell Italia S.r.l. il diritto alla sorveglianza e controllo sull’esecuzione dei lavori.
    La relazione geotecnica venne commissionata dalla società Spell Italia S.r.l. allo studio dell’ Ingegnere Gianfranco Cipriani di Firenze e consegnata in data 28 luglio 1997 con evidenti carenze tecniche, ma che, a suo tempo, furono accettate.
    Il direttore dei lavori era l’ingegner Massimo Gozzini e il collaudatore, l’ Ing. Guerri Massimo.
    E’ proprio quest’ ultimo che in data 4 maggio 2001 collauda il depuratore, asserendo che la progettazione è stata eseguita nel rispetto delle norme vigenti e dei principi della scienza delle costruzioni e che tutte le strutture portanti e non portanti rispettano le leggi delle normative sismiche e sono pertanto collaudabili.
    Il depuratore è, a tutt’oggi inutilizzabile.
    Dopo diversi anni in cui rimase chiuso per problemi di ogni genere, una volta messo in funzione, dopo poche settimane vi fu il crollo delle vasche.
    E si tralascia tutti i problemi relativi alla centralina elettrica che era insufficiente e ne fu costruita una nuova, nonché alla strada di accesso e alla relativa l’illuminazione.
    L’ Ing. Nigro, Responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Montespertoli, ha chiesto,successivamente al crollo dello stesso depuratore, una perizia geologica per conto del Comune di Montespertoli al consulente dott. Eros Aiello per ricercare le cause relative al crollo della struttura.
    Dal documento del dott. Aiello emergono i seguenti fatti:
    - che al tempo della realizzazione del depuratore in oggetto non fu eseguita nessuna relazione geologica (obbligatoria ai sensi del D.M. 11.3.88);
    - gravi carenze concettuali e di calcolo nella relazione geotecnica dalle quali il tecnico dott. Eros Aiello desume che non sono state effettuate alcune prove di carico per la struttura;
    - nella suddetta relazione si legge che la zona è priva di acque di falda e che per il decorso delle acque superficiali non si ravvisa la necessità di effettuare opere drenanti; dallo studio del consulente dott. Aiello emerge che la falda esiste e che per la costruzione è stato manomesso un fosso all’interno del cancello di ingresso.
    - la capacità portante è stata fissata a 1 kg/cmq senza specificare la tipologia di fondazione superficiale.
    Lo studio del dott. Aiello si confà di due sondaggi a carotaggio continuo con analisi di laboratorio su tre campioni di tipo indisturbato da cui si emerge che la successione statigrafica non coincide con quella estremamente vaga fornita dalla relazione geotecnica.
    Alla fine della sua relazione, e dopo aver studiato anche l’ analisi di carico, il dott. Aiello asserisce che: “La presenza della falda al di sopra del piano di posa delle fondazioni, l’ esistenza di terreni molto compressibili, non indagati in fase pre-progettuale, e l’inadeguatezza strutturale delle fondazioni sono alla base delle deformazioni legate ad evidenti cedimenti che hanno interessato il depuratore rendendolo inutilizzabile”.
    Si chiede pertanto al Sindaco:
    - A quanto ammontano i danni subiti dal Comune di Montespertoli.
    -Quali provvedimenti ha preso nei confronti della Società Spess Italia S.r.l., o quali ha intenzione di adottare, in quanto Ditta aggiudicataria dell’appalto per la costruzione del depuratore di via Schiavone in Montespertoli.
    -Quali sono provvedimenti ha preso o intenda prendere al fine di accertare se vi sono responsabilità imputabili agli organi preposti al controllo e alla sorveglianza del Comune di Montespertoli.
    - Se è intenzione dell’Amministrazione rimettere in funzione il suddetto depuratore.
    -In che modo il Comune di Montespertoli e l’Ufficio preposto intende sovrintendere ai futuri lavori in appalto e non che interesseranno il Comune.
    Segnalando, per correttezza che copia della sopra esposta interpellanza verrà inviata per conoscenza alla Corte dei Conti, La preghiamo di portare le presente all’O.d.G. del prossimo consiglio comunale, Le porgiamo i più distinti saluti.
    Per Il Gruppo Consiliare di Progetto Montespertoli
    Il Capogruppo
    Carlo Pucci

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